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Istituto Nazionale per lo Studio, la Valutazione e la Prevenzione del Rischio nelle Attivitą Tecnologiche
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Il messaggio del Socio Fondatore dr.ssa Lidia Failla

Relazione presentata in occasione della cerimonia di consegna dei premi ai vincitori del concorso Il Grifo d'Oro", 1995

 

L' INPRAT NEL FUTURO

Lidia Failla

  Amici e colleghi,

  Lasciatemi, innanzi tutto, ringraziare l'INPRAT e per esso il Presidente prof. Giuseppe Migliaccio, per il riconoscimento che ha avuto la delicatezza e la cortesia di offrirmi, con l'assegnazione de "IL GRIFO D'ORO" per il 1995.

  Sono particolarmente orgogliosa di ciò ma, anche e soprattutto, grata al prof. Maurizio Cumo che ha avuto l'umiltà di presentare la mia persona a questo consesso.

  Ritengo necessario ripetere il concetto ispiratore che costituisce il fondamento per la nascita e vita del nostro Istituto.

  Ho, infatti, potuto constatare che questo concetto che da undici anni portiamo avanti nell'INPRAT ma che ciascuno di noi ha affermato e meditato già da molti anni in precedenza, anche con non poche fatiche, pene ed incomprensioni, ed illustrandolo in tutto il mondo (Asia ed Australia comprese), non è ancora del tutto chiaro a coloro, che si avvicinano a noi per la prima volta.

  L'idea ispiratrice dell'INPRAT è costituita, nello sviluppo tecnologico, dall'esame della relazione "rischi-benefici" in contrapposizlone alla relazione "costi-benefici". Essa, mi sembra, possa essere chiarita dalla seguente considerazione.

  In ogni attività umana, e per queste intendiamo l'attivitą tecnologica (cioè il man-made, in versione anglosassone), è presente un rischio. Esso può, in molti casi, essere ridotto, ovviamente dopo essere stato riconosciuto e valutato, usando tutte le tecnologie disponibili, prescindendo dal costo che tale riduzione comporta.

  Si arriva, però, ad un punto in cui la tecnologia non consente per sua incapacità una ulteriore riduzione. A questo punto deve intervenire la valutazione dei benefici prodotti dalla attività in esame, e, quindi, del rischio "accettabile".

  Cerco di chiarire questo nostro fondamentale concetto. Nell'attività che si prende in esame, dopo aver fatta la su citata valutazione dei rischi, occorre fare quella dei benefici che da essa conseguono. Se i benefici sono superiori ai rischi l'attività va mantenuta in funzione nell'ambito del rischio "accettabile" di cui sopra. Nel caso contrario, invece, e qui è bene ricordare quanto accade nel "consumismo" in cui l'unico vantaggio è il bene economico, non si può accettare il rischio, anche se minimo; quindi occorre effettuare la soppressione di questa attività.

  Forse un esempio può aiutare a chiarire il concetto.

  Una industria che produce beni indispensabili o assai utili all'uomo, quale, per esempio , una fabbrica di lenti, in genere produce rifiuti tossici o nocivi nell' ambito del suo funzionamento. Dopo, quindi, aver ridotto al minimo il rischio proveniente alla salute da tali rifiuti ed avendo valutato il beneficio che da tale attività proviene all'uomo, si decide di "accettare" una certa quantità di rischio che, appunto, viene definito "rischio accettabile".

  E' evidente che se l'attività in esame comporta un rischio anche minimo ma senza alcun beneficio, occorre sopprimerla.

  Quindi: eliminazione delle attività tecnologiche con rischio ma senza alcun beneficio ; ricordando che il beneficio deve essere direttamente per l'uomo e non un bene economico che, come è noto, è un mezzo per ottenere un bene e non costituisce un bene in se stesso.

  Nella relazione, invece, dei "costi-benefici" che l'INPRAT contesta, il rischio deve essere sì ridotto ma fino a quando la riduzione sia economicamente vantaggiosa. Si perviene così, ancora, ad un "rischio accettabile" ma l'accettabilità è legata al costo e non alle reali possibilità tecnologiche. Questa filosofia, nata circa cinquanta anni or sono nell'ambito dell' energia nucleare, è oggi quella praticamente attuata nell'attuale progresso tecnologico e comporta la "monetizzazione" della vita umana, trasformando tutti i valori in beni economici.

  Da quanto sopra detto si può comprendere quante e quali difficoltà ed incomprensioni abbia trovato e trovi l'INPRAT nella sua azione.

  Lo scopo del concorso "Il Grifo d'Oro", ormai alla sua undicesima edizione, consiste nel dimostrare, per mezzo di tecnologie avanzate, che è possibile rendere il principio filosofico enunciato applicabile alla tecnologia. Questa possibilità viene dimostrata dai concorrenti nei lavori presentati e che vengono premiati dalla apposita Giuria, sulla base della relazione "rischi-benefici" che essi presentano, nel contesto od a parte, dei lavori concorrenti, come esplicitamente richiesto nel bando di concorso. Fino ad oggi abbiamo premiato, tra tesi di laurea, ricerche e progetti circa cinquanta scienziati, tecnici e ditte altamente qualificate. Ma essi sono assai pochi rispetto ad uno sviluppo tecnologico senza soste con un moltiplicarsi dei rischi per l'umanità.

  Il programma futuro dell'INPRAT consiste in una ulteriore azione di sensibilizzazione del principio onde arrivare, come diceva un nostro socio della prima ora, ad una "svolta di civiltà". Occorre quindi principalmente illustrare la nostra tesi in ambienti sempre più ampi ed altamente qualificati. Una partecipazione al concorso più numerosa indicherebbe già di per se una sensibilizzazione raggiunta. Occorre proseguire questa azione nelle scuole ove si incontra una maggiore disponibilità a questa concezione che è in chiara antitesi con quanto il mondo attuale applica.

  Se al centro dello sviluppo tecnologico si pone l'uomo, la nostra tesi viene automaticamente recepita ed essa e assolutamente in linea con il vero benessere.

  La tecnologia deve essere al servizio dell'uomo e non viceversa; il che ridurrebbe, come è accaduto, l'uomo al servizio del potere economico

  Il discorso, che almeno a noi che da tanti anni lo portiamo avanti, è in definitiva semplice ma, come detto, esso indica una "svolta di civiltà", cioè un modo diverso di intendere lo sviluppo. Si tratta, in definitiva, di una vera rivoluzione del modo di vivere.

  L'INPRAT vuole e sta facendo questa rivoluzione con il concorso "Il. Grifo d' Oro", unico al mondo, e che sollecita l'attenzione all'uomo attraverso la relazione "rischi-benefici". Q uesta relazione fornisce per la sua stessa definizione, un limite allo svlluppo tecnologico riducendo i rischi e, soprattutto, legandoli ai benefici.

  Ogni iniziativa che possa ottenere quanto sopra è benvenuta e l'INPRAT si è rivolta e continua a rivolgersi al mondo scientifico-tecnologico-imprenditoriale per realizzare nelle nuove tecnologie, il "minimo rischio con il massimo beneficio".

  È questo pensiero che consegno, nel momento in cui mi ritiro, all' INPRAT, affinché non riduca ma anzi enfatizzi lo sforzo nella direzione indicata con i mezzi che riterrà opportuni.


  Viterbo 16 Maggio 1995

 

 
Presidente onorario INPRAT
 
Lidia Failla