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In ambito aziendale, operare proficuamente insieme consente di ottimizzare i processi produttivi che ormai sono strettamente connessi all’impiego di tecnologie. Se è vero, da un lato, che la tecnologia è per l’uomo e non l’uomo per la tecnologia, è altrettanto vero che la stessa modalità di interagire, di lavorare e di collaborare è oggi profondamente trasformata dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Conseguentemente, esse richiedono agli individui continui adattamenti e modificazioni al loro modo di operare e di intendere il lavoro.
La crescente complessità delle situazioni da gestire, l’aumento della massa di informazioni che ci pervengono, l’accelerazione dei tempi – di vita e di lavoro – contribuiscono ad incrementare i pericoli
· dello stress “da eccesso di stimoli”
· dello stress “da cambiamento”.
Ecco, allora, che la grafologia - individuando il potenziale energetico del soggetto, il suo livello di emotività, la sua capacità di impegno e di recupero, ma anche le sue paure ed inibizioni - aiuta a comprendere le difficoltà e i “limiti di rottura” di ciascuno nel reagire/resistere/adeguarsi ai cambiamenti. Conoscere cosa l’altro può dare/fare, fino a che punto si può chiedere all’altro, significa, in qualche misura, promuovere benessere, fare prevenzione.
Migliorare, infatti, la comprensione della singola risorsa umana impiegata in un contesto di lavoro è anche utile per prevenire quelle situazioni di disagio, insoddisfazione e demotivazione (spesso conseguenti all’inserimento di un individuo in una mansione e/o in un ruolo che non corrisponde alle sue caratteristiche e bisogni) che, seppur inconsciamente, sono di frequente alla base di “incidenti”1 sul lavoro. Va tenuto conto, inoltre, che la prevenzione dei rischi poggia spesso su una corretta informazione sugli stessi: anche in questo versante la scienza grafologia offre un interessante supporto, potendo indicare di ognuno il livello di disposizione all’ascolto e alla comprensione, l’entità della capacità di riflettere e interiorizzare quanto recepito e di applicarlo correttamente, ma pure quali modalità e caratteristiche il messaggio deve avere per poter essere più chiaramente compreso ed efficace.
Proprio l’attenzione della grafologia all’individuo nella sua specificità ne fa un supporto prezioso per tutti coloro che si occupano del benessere dei lavoratori e delle organizzazioni, poiché è la “persona” (più ancora che la “risorsa” umana) che costituisce oggi – in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, ma proprio per questo, paradossalmente, più incerto e più instabile - il vero fulcro di ogni scommessa per il futuro.
BIBLIOGRAFIA
MILLEVOLTE A. - TORBIDONI L. "La grafologia professionale", in: Pierlorenzi Giordano, Millevolte Alessandra (a c.d.) Una scienza di progetto per un ambiente di lavoro a misura d'uomo, Bologna, Pàtron, 1989, pp. 63-70
PALAFERRI N., “L'indagine grafologica e il metodo morettiano”, Ed. Messaggero, Padova, 1999
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