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Grafologia e adolescenza (2 in linea) (2) ospiti
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Discussione: Grafologia e adolescenza
#10
Enza (Moderatore)
Moderatore
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Grafologia e adolescenza 1 Anno, 6 Mesi fa  
La scrittura dei giovanissimi rivela come “crescere” – assolvere compiti evolutivi - sia oggi tremendamente faticoso. Oltre che da economisti, sociologi, psicologi, antropologi, pediatri, etc… una fotografia della adolescenza-oggi può essere scattata attraverso l’esame delle scritture dei nostri quattordicenni.

Si ricava, nelle grafie attuali, frequentemente, un’immagine di giovani disorientati, confusi, avviliti, indolenti, apatici, … imbambolati, come paralizzati dalla pletora di stimolazioni - soprattutto sonore e visive - che li investono senza tregua, bombardati da messaggi che intimano la scalata all’avere … avere, avere, ed ancora avere. Avere il più possibile perché ogni cosa, anche la più superflua, “Non puoi non averla”, per citare una recente pubblicità televisiva. Un eccesso di sollecitazioni che non si riescono a gestire per mancanza soprattutto di coordinate interiori. Chi ha tempo di educare? Educare richiede pazienza. Tempi di attesa. Forza per contenere con regole e limiti precisi.

Recentemente ho provato un moto empatico nei confronti di una genitrice che candidamente mi confessava "Lei non immagina quanti genitori hanno paura di andare controcorrente, non può capire quanto sia faticoso il No!".
Ho percezione di quanto possano trovarsi in difficoltà i genitori a trattare con adolescenti circondati, assediati direi, da esempi continui di illecito spacciato per lecito. Ma scegliere il percorso più breve, la strada più facile, insomma la strategia del "laissez-faire" non condanna, a lungo termine, a fatiche ben più gravose? Mi chiedo, quando una famiglia arranca, e la scuola è latitante nel processo di crescita di un ragazzo, quale futuro attende quel ragazzo? Soprattutto, se egli - per costituzione … biotipologica - risulta un tantino debole?

Crescente, negli anni, la percentuale degli studenti che registrano profitti scarsi. Quali i fattori che concorrono ad un rendimento scolastico negativo? Spesso la scarsa conoscenza, da parte dell’alunno, delle proprie abilità e attitudini o scarso rispetto dei propri interessi; aspettative irrealistiche dei genitori; carente motivazione dell’insegnante; difetto di comunicazione docenti-discenti (le ultime ricerche dicono che alunni liceali hanno un vocabolario di 500-600 termini laddove, trent’anni fa, un liceale ne possedeva 1500). Quanto, ancora, sull’insuccesso scolastico influisce una vita così rumorosa, accelerata da negare spazio alla riflessione, all’approfondimento? allo studio, fatto di silenziosa concentrazione? Quanto dipende dal fatto che impegno, pazienza, umiltà sono spesso, nella società contemporanea, non-valori? Quanto dipende dalla sfiducia che abbiamo seminato negli animi dei nostri giovani? “Sfiducia” innanzitutto in loro stessi. Si è andato chiedendo dai ragazzi sempre meno. “Sfiducia”, poi, nei nostri confronti sempre più in difficoltà a dire “NO” quando necessario. Quasi timorosi che quel diniego possa farci correre il rischio di perdere il loro affetto e la loro approvazione…. “Sfiducia” in noi, insegnanti/genitori, che negli anni siamo risultati sempre meno affidabili, meno responsabili, meno autorevoli ma - per usare il titolo di una recentissima pubblicazione – Adulti con riserva? Difficile, molto difficile crescere quando non si ha intorno qualcuno con cui si abbia voglia di identificarsi.

Cosa può fare la grafologia per i giovani? Tanto per cominciare, aiutarli a riconoscere in sé risorse e potenziali da sviluppare; orientarli a scegliere in maniera consapevole indirizzo di studi, sia a livello di scuola secondaria sia a livello universitario.

“Il problema della scelta scolastica è centrale nello sviluppo armonico della persona, che può trovare il giusto spazio per estrinsecare le proprie qualità oppure può soffrire di un grave, e talora ingiustificato, senso di inadeguatezza.”

Nella scuola, il servizio di Consulenza grafologica, può legittimamente rientrare nelle finalità proprie della Educazione alla Salute, dell’ Orientamento scolastico/universitario e professionale nonché quello teso a ridurre la Dispersione scolastica. Cerco, molto sinteticamente, di spiegare perché.

a) Può, a pieno titolo, essere inserito nell’Educazione alla salute in quanto uno degli obiettivi di “educare alla salute” è quello di promuovere il “saper essere”. Lo sviluppo della capacità di “saper essere” accresce la propria autostima, indicatore sicuro di benessere psicologico.

La sfera affettiva, emotiva, comportamentale è di primaria importanza per chi si trova impegnato in un compito difficile: quello di crescere. L’adolescente convoglia molta della sua energia psichica in tematiche/problematiche relative al rapporto con l’Altro. Le relazioni interpersonali possono essere fonte, in questa fase della vita, di notevole disagio. Ovviamente, sulla relazione con l’Altro pesa l’immagine che l’adolescente ha di sé.

Lo strumento grafologico non solo dà informazioni sulla componente comportamentale della personalità ma contribuisce a ridurre la distanza tra “realtà e fantasia”. In altre parole, il grafologo è chiamato a descrivere, nella maniera più onesta, rispettosa, delicata possibile quella che è la “realtà” in un momento dato. La comprensione e l’accettazione di essa sono condizione importante affinché la persona possa farsi protagonista di cambiamento e crescita.

In breve, il grafologo opera a favore dell’Educazione alla salute in quanto favorisce consapevolezza, nell’adolescente, delle caratteristiche, attuali, del proprio “saper essere”.

b) L’utilizzazione dello strumento grafologico può, altresì, rivelarsi efficace al fine di ridurre la Dispersione scolastica in quanto, dando informazioni dettagliate su caratteristiche cognitive e comportamentali della personalità, può spiegare le ragioni del disimpegno, della demotivazione allo studio, dell’ insuccesso scolastico.

Oltre ad essere di supporto per lo studente, il grafologo può spiegare al singolo docente/al Consiglio di classe, che – rintracciata la necessità – ne facesse richiesta, la natura delle difficoltà di un determinato studente. E’ noto come la Dispersione scolastica si combatta, anche, attraverso l’individuazione di approcci e strategie personalizzate. Ardua impresa quando un docente si trova ad operare in una classe numerosa. In questi casi, l’intervento del grafologo può rivelarsi utile in quanto “facilitatore” di approcci comunicativi.

Ne consegue anche che può spiegare ai genitori certi comportamenti, certe chiusure relazionali che si traducono spesso in atteggiamenti auto-lesivi da parte del giovane.

Quindi, se inserito nella “Dispersione scolastica” il servizio di Consulenza grafologica può avere come destinatari oltre lo studente anche insegnanti e genitori. E non è poco in un periodo in cui cresce la consapevolezza dell’importanza del lavoro di squadra per trovare soluzione a problemi complessi.

Il grafologo può ben dare un significativo contributo nell’affrontare in maniera propositiva la attuale urgenza educativa.
 
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Ultima Modifica: 2009/03/12 14:39 Da Enza.
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